Alpi Cariche – Gruppo Sernio-Grauzaria

Monte Sernio (2187 m)

Spigolo Nord Ovest: 400 m di sviluppo, difficoltà I e II grado

Totale: 

  •  4:22 ore in movimento
  •  14,25 km
  •  1754 m di dislivello positivo

Lo spigolo Nord-Ovest del Sernio è una via alpinistica di bassa difficoltà.  Si tratta di 4oo metri di dislivello su difficolta varia dal I al II grado molto ben segnalata da frequenti bolli gialli. La difficoltà oggettiva, a mio parere, non sta nell’arrampicata in sè quanto nella continua presenza di ghiaia e sassi mobili lungo il percorso; necessaria massima attenzione a non far cadere sassi su chi ci segue e  mente concentrata: non fidarsi mai ciecamente di un appiglio o appoggio.

Giaceva nella lista delle cose da fare da tutta l’estate….

Fine settembre, giornate di nebbia e previsioni incerte. Andiamo!

Ore 8:45 sono a prendere Nici (lui ovviamente è in ritardo) e via in direzione Paularo. In 40 minuti siamo a Lovea, parcheggiamo nell’ampio parcheggio subito dopo le ultime case, rapida preparazione e si inizia la salita immergendoci subito nella nebbia.

Un comodo sentiero attraverso un bosco  di faggi e conifere ci porta in un’oretta a percorre i primi 700 m di dislivello fino al rifugio Mt. Sernio. Nonostante le temperature non propriamente estive, il procedere all’interno delle nuvole ci porta a sudare al punto da essere umidi come le mille salamandre che incontriamo salendo. Con il sudore che gocciola da faccia e gomiti arriviamo alla casera bagnati fradici!

Rapida occhiata alla casera, rifornimento d’acqua nella comoda fontana e si riparte subito verso l’attacco della via. Le nuvole continuano ad abbracciarci e ad occluderci la vista.

Procediamo dunque seguendo il sentiero che con altri 500 metri dislivello ci porta sotto la parete nord del Sernio. Troviamo subito l’attacco risalendo un ghiaione grazie ai bollini gialli e a qualche ometto.

Fuori il caschetto, cambio maglietta (zuppa!), sorso d’acqua e si riparte. La salita segue le debolezze della parete zigzagando tra canalini, diedri e qualche placca più esposta. L’arrampicata non è mai difficile, l’esposizione mai troppo preoccupante e non abbiamo grosse difficoltà a seguire la via di salita. 

Dopo 2 ore e 16 dalla macchina ci ritroviamo in cima….ovviamente sempre nella nebbia!

Foto di rito con la croce di vetta, indossiamo la giacca e iniziamo la discesa lungo la via normale. La visibilità non migliora ma seguire il sentiero non è mai un problema e in poco tempo siamo già sotto la torre Nuviernulis. A questo punto siamo indecisi se continuare a seguire i bolli gialli lungo una traccia appena abbozzata nel canalone tra il Sernio e la torre Nuviernulis (non segnata nella Tabacco) oppure aggirare il torrione continuando sulla via normale di salita verso  la forcella Nuviernulis. Rapida occhiata e la scelta è già fatta: ovviamente giù dritti! 

Scendendo seguendo l’intuito e la gravita’ riusciamo a riprendere il sentiero 416 verso la Casera del Mestri perdendoci solamente un paio di volte 😀

Lasciando le nuvole più fitte sopra di noi ricominciamo a risalire verso la casera quando l’occhio da veri boulderisti intravede dei massi strapiombanti proprio sul sentiero! Sfortunatamente non abbiamo le scarpette e dobbiamo quindi limitarci a risalirli e passare oltre.

Pochi minuti dopo ci si presenta davanti la Casera del Mestri: un piccolo edificio di pietra e legno su tre piani tenuto maniacalmente. Prima o poi una notte lì è d’obbligo!

Mangiamo una barretta seduti sulla terrazza della casera preparandoci psicologicamente agli ultimi 300 m di dislivello positivo fin sotto la Creta di Mezzodì.

 Finita la salita (fatta tutta d’un fiato!) ci godiamo una corsetta a tutta birra fino al Rifugio Mt. Sernio e poi fino alla macchina.


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