Dolomiti Orientali – Gruppo delle Tofane 

Tofana di Rozes (3225 m)

Via Normale dal Rifugio Dibona

Totale:

  • 3:31 ore in movimento
  • 10,25 km
  • 1255 m di dislivello positivo

PROLOGO

Sabato mattina: sveglia, ritrovo a Gemona con Augusto, passiamo a prendere Nick e via a Somplago ad arrampicare. Pranzo da Nici, ripasso di alcune manovre di corda e alle 15:30 siamo a porta Udine per salire lo spigolo del Glemine. 

“Ma si che ce la facciamo in tre ore. Non siamo mica così scarsi!!” Sbuchiamo in cima con il buio alle 19:40. 

Casa, doccia, pronti per far serata!

 Ore 1:00 nel letto, ore 5:00 sveglia……

Non potendo perdere l’occasione, accetto la proposta di Deme di un giro in Dolomiti. Alle 6 di mattina mi ritrovo con lui e Nici pronti per tre ore di macchina fino a Cortina.

Il meteo dovrebbe essere dalla nostra parte, ma delle nuvole basse continuano a stazionare immobili sopra di noi per tutto il viaggio. 

Passando per Barcis-Longarone in poco meno di 3 ore superiamo Cortina salendo i tornanti verso il rifugio Dibona. Continuiamo a non vedere le cime delle montagne attorno a noi…

Proseguiamo tra le curve quando ad un certo punto ci ritroviamo sopra la coltre di nuvole, giriamo un tornante ed ecco che le Tofane si mostrano in tutta la loro bellezza illuminate dal sole del mattino contro un cielo blu!

Così, senza mai distogliere gli occhi da queste meraviglie naturali, ci prepariamo e iniziamo la salita verso forcella Fontananegra tra la Tofana di Mezzo e la Tofana di Rozes in cui si trova il rifugio Giussani.

 Grazie al tipico sentiero dolomitico (praticamente un’autostrada!!) in un ora percorriamo i 600 metri di dislivello tra i due rifugi. 

Dopo una rapida pausa acqua puntiamo diritti alla cima, ormai in vista, attraverso il lato nord della Tofana.

Procediamo dunque tra sfaciasciumi e roccette iniziando a boccheggiare per l’altitudine a cui non siamo abituati. L’ascesa non è mai complicata, ma a volte richiede intuito nella scelta della via di salita migliore tra canalini, salti rocciosi e ghiaia. 

Il sole continua a battere forte, ma basta un piccolo pezzo in ombra prima della spalla finale per ricordarci che siamo in quota!  

A passi lenti continuiamo a salire verso la cima che pare già sufficientemente affollata. Alle 12:10 (2 ore e 30 dalla partenza) ci ritroviamo in cima: RECORD!! Finalmente sopra i 3000 metri!

Il clima è perfetto: non troppo freddo, visibilità ottima e solo qualche nuvola di passaggio che gioca con le cime vicine creando effetti di luca ancora più spettacolari.

Non possiamo fare altro che sederci e iniziare ad osservare le montagne che sono state il terreno di alpinisti che hanno fatto la storia: Marmolada, Cristallo, Pelmo…..

Sono estasiato! 

Alle 12:50 decidiamo che è giunta l’ora di scendere.

Rischiando di colpire le molte persone sotto di noi con i sassi che inavvertitamente facciamo cadere, scendiamo veloci pregustando già la birra della vittoria.

Rientrati quindi al rifugio Dibona beviamo la meritata Radler ascoltando musica dal vivo per la festa di chiusura del rifugio.

Stanchissimi affrontiamo il lungo ritorno verso casa.


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