Una settimana a Natale. Freddo e bora. Le previsioni davano neve per quasi tutta la settimana, ma in realtà poche cime sono imbiancate.
Domenica mattina: Augusto arriva come sempre in scooter da me e insieme andiamo a introdurre nello stomaco delle kilocalorie sotto forma di brioche in un bar.
Partiamo dunque in due direzione Passo Pramollo: obbiettivo il Monte Cavallo dalla ferrata Contin.
Un’oretta di macchina e siamo al parcheggio della caserma da cui parte il nostro sentiero. Il termometro della macchina segna -5°C, il sentiero si sviluppa quasi completamente sotto la parete Nord del Cavallo e in cima ci aspettiamo molto vento: giornata promettente!
Iniziamo a camminare sulla strada che porta a Casera Winkel, ma i piedi non sono sicuri sulla neve scivolosa e la testa non si è ancora del tutto accesa.
Con più fatica del dovuto raggiungiamo la Baita e proseguiamo a ridosso dell`impressionante paretone del Monte Cavallo che, ricoperto di neve, sembra ancora più minaccioso.
Per fortuna ci sono delle tracce fresche sulla neve che ci rendono meno difficoltosa la progressione.
Lentamente guadagniamo dislivello districandoci tra enormi blocchi di pietra su cui iniziamo a fantasticare e a tracciare nella nostra mente fantasiose linee boulder che prevedono sicuramente una visita nei prossimi mesi caldi.
La salita prima del canale risulta però molto insidiosa a causa delle invisibili buche create dai ponti di neve tra le rocce e le piante più basse che ci rendono la progressione poco agevole e molto faticosa. La direzione ormai è definita e continuando a seguire le tracce notiamo poco prima del canalone della ferrata due persone che ci precedono.
Nel ripido prato decidiamo di armarci dei nostri ultimi acquisti e calziamo i ramponi.
Dopo pochi metri si dimostrano l`arma vincente e grazie alla tenuta delle punte d`acciaio affrontiamo gli ultimi metri di dislivello dritti verso la ferrata.
All`attacco del canalone riprendiamo fiato e recuperate le energie con un sorso di the ci prepariamo ad affrontare la parte di salita più tecnica.
I due signori che ci precedono sono ormai a pochi metri da noi intenti ad affrontare il canalino innevato e ghiacciato con non poche difficoltà.
Seguendo le orme, evitando le parti del colatoio con ghiaccio vivo e schivando la neve che ci cadeva adosso saliamo quindi seguendo la linea della ferrata fino alla forcella tra il Cavallo e la Torre Clampil.
Appena finito il canale il vento gelido ci da il buongiorno, ma grazie alla sole splendente e all`adrenalina il freddo non è poi un grosso problema.
La vista della Creta di Aip è fenomenale e inoltre possiamo osservare le persone che scendono sulle piste da sci del Pramollo con superiorità (geografica).
Volgiamo dunque lo sguardo a sinistra verso la cima del mote Cavallo per cercare di individuare una linea di salita. La parete ricoperta solo in parte dalla neve lascia riaffiorare le repulsive bancate rocciose che ci fanno optare per un piano alternativo. Seguiamo quindi le tracce sulla neve e proseguiamo verso destra in direzione della torre Clampil.
Dopo pochi metri in cresta troviamo una parete attrezzata che superiamo grazie al cavo metallico e alla pura forza di braccia a causa della verticalità del terreno e alla difficoltà di scaricare bene il peso sui piedi per gli accumuli di neve.
Superata la ferrata, Augusto si ferma poco prima della croce di vetta e io proseguo fino alla cima superando anche l’ultimo saltino roccioso.
Causa vento forte propendiamo per ridescendere subito senza ulteriori indugio e affrontiamo quindi la via del ritorno.
Superato nuovamente il ripido salto roccioso con l’aiuto del cordino affrontiamo il canalone che anche in discesa ci obbliga a mantenere alta la concentrazione.
Ritornati alla macchina torniamo a Pontebba dove ci infiliamo al calduccio del primo bar per un meritato panino.
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